Secondo dati recenti, un numero significativo di lavoratori italiani affronta almeno una transizione di carriera nel corso della propria vita professionale, che sia un cambio di settore, un avanzamento di carriera o un riposizionamento lavorativo.
A confermare ciò, uno studio condotto dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), rivela che circa il 30% dei lavoratori italiani ha cambiato lavoro almeno una volta negli ultimi cinque anni, e questa tendenza sembra destinata a crescere negli anni a venire. La flessibilità del mercato del lavoro, i rapidi cambiamenti tecnologici e l’evoluzione delle esigenze professionali e personali sono solo alcune delle ragioni che spingono sempre più persone a considerare nuove opportunità di lavoro e di carriera.
Questo contesto è stato ulteriormente influenzato dalla pandemia COVID 19, scoppiata nel 2020 e protrattasi per i successivi due anni, con strascichi economico-sociali che durano fino ad oggi. Il periodo post-COVID-19 ha portato profonde trasformazioni nel mondo del lavoro, influenzando significativamente le transizioni di carriera degli individui in tutto il mondo, compresa l’Italia. Mentre la pandemia ha innescato crisi economiche e sconvolgimenti in vari settori, ha anche catalizzato cambiamenti strutturali e culturali che stanno ridefinendo il panorama professionale. In questo contesto di incertezza e trasformazione, le transizioni di carriera assumono un ruolo ancora più rilevante, richiedendo un supporto adeguato e strategie efficaci per affrontare le sfide e sfruttare le opportunità che si presentano.
Inoltre, il lavoro da remoto, diffuso durante la pandemia, ha alterato l’equilibrio tra vita lavorativa e personale per molti lavoratori.
Per alcuni ha fatto aumentare lo stress, creando situazioni in cui è difficile separare i confini tra lavoro e vita personale, con possibili conseguenze sulla salute mentale e sul benessere psico-fisico.
Per altri, ha aumentato questo benessere psico-fisico, facendo scoprire loro un nuovo modo di lavorare dove libertà, creatività, gestione responsabile dei propri tempi ha accresciuto il benessere professionale e personale.
In ambedue i casi, a seconda della modalità di lavoro scelta dalla propria azienda alla fine dell’emergenza pandemica (rientro in azienda al 100%, continuazione del lavoro agile, modalità ibrida), alcuni (e neanche pochi) si sono trovati in situazioni di disagio, create dalla maggiore consapevolezza delle proprie esigenze acquisita proprio durante il periodo COVID 19, che ha fatto sperimentare un nuovo modo di lavorare.
Non è affatto raro che chi si è ritrovato a dover rientrare in ufficio, alla propria scrivania, abbia rimpianto il periodo del lavoro agile, che offriva flessibilità ai lavoratori e apriva nuove opportunità per coloro che desideravano lavorare in modo più autonomo e gestire il proprio tempo in modo più flessibile.
Ed è proprio qui che si inserisce il fenomeno della cosiddetta “Great resignation” (La grande dimissione), dove sempre più professionisti danno precedenza alle loro esigenze personali su quelle professionali, e, decidendo di dimettersi dal lavoro attuale, vogliono trovare un lavoro più adatto proprio alle loro esigenze personali, e che possa assicurare loro un sano equilibrio vita-lavoro.
Sia che si decide di cambiare lavoro per tutte le ragioni esposte fino ad ora, o si è costretti a cambiare lavoro, a causa di ristrutturazioni aziendali, mancanza di competenze specifiche e necessarie nel nuovo contesto lavorativo, si parla di transizione lavorativa o di carriera.
Le transizioni di carriera sono momenti cruciali nella vita professionale di un individuo. Sono periodi caratterizzati da cambiamenti significativi, che possono essere stimolanti e ricchi di opportunità, ma anche fonte di ansia, paura, stress e incertezza. In questo contesto, il coaching si rivela un prezioso alleato per affrontare con successo queste fasi di transizione, fornendo supporto, orientamento e strumenti pratici per guidare gli individui verso il raggiungimento dei propri obiettivi professionali, ma anche personali.
In questo articolo andremo a definire cosa sono le transizioni di carriera, come il coaching può essere uno strumento efficace per supportare il professionista in questo periodo cruciale, e in cosa consistono le sessioni di coaching focalizzate al supporto della transizione, descrivendo alcuni strumenti che si utilizzano.
Vedremo infine come avere un piano strategico e operativo ben definito possa trasformare le incertezze e le paure, in coraggio e determinazione.
Definiamo le Transizioni di Carriera
Prima di esplorare l’importanza del coaching in questo contesto, è fondamentale comprendere in maniera più puntuale cosa si intenda per “transizioni di carriera“. Queste possono assumere molte forme: un cambio di settore industriale, il passaggio a un ruolo di maggior responsabilità (c.d. cambiamento di ruolo “verticale”), un cambiamento di ruolo “orizzontale” all’interno dello stesso settore o azienda (mantenendo lo stesso livello di responsabilità), la decisione di lasciare l’organizzazione o azienda nella quale si presta servizio, la decisione di intraprendere un’attività imprenditoriale, e quindi “mettersi in proprio”, o persino il ritiro dal mondo del lavoro per dedicarsi a nuove passioni o interessi.
Qualunque sia la natura della transizione, essa comporta sempre un periodo di riflessione, adattamento e apprendimento. È un momento di profondo cambiamento, in cui si devono affrontare sfide, superare ostacoli e prendere decisioni importanti che influenzeranno il corso della propria carriera, e di conseguenza, della propria vita. Ed è qui che entra in gioco il coaching.
Il Coaching come Strumento di Supporto nelle Transizioni di Carriera
Il coaching è una metodologia che fa parte della galassia delle “relazioni di aiuto” (coaching, counseling, mentoring, psicoterapia ecc.). Essa mira a sviluppare le capacità di un individuo, sia personali che professionali, per raggiungere specifici obiettivi. Nelle transizioni di carriera, il coaching si concentra sull’aiutare l’individuo a navigare attraverso il cambiamento in modo efficace e consapevole. Uno dei principali vantaggi del coaching durante le transizioni di carriera è l’approccio personalizzato. Ogni individuo ha esigenze, obiettivi e sfide uniche, e il coaching tiene conto di queste differenze, offrendo un supporto su misura. Il coach lavora a stretto contatto con il cliente per comprendere le sue aspirazioni, valutare le sue competenze e identificare gli obiettivi professionali di breve, medio e lungo termine che possono portare benessere professionale e personale al cliente. Questo approccio personalizzato consente all’individuo di ottenere un supporto mirato e rilevante, massimizzando così le possibilità di successo nella transizione di carriera.
Le sessioni di coaching per la transizione
Durante una transizione di carriera, è fondamentale acquisire nuove competenze e ampliare la propria consapevolezza professionale. Il coaching fornisce un ambiente sicuro e stimolante in cui l’individuo, attraverso il dialogo riflessivo, potente e generativo tra coach e cliente, può esplorare le proprie abilità, identificare le aree di miglioramento e sviluppare strategie efficaci per affrontare le sfide future, anche attraverso l’acquisizione di nuove competenze. In breve: il cliente acquista più consapevolezza di quello che vuole, e come fare per ottenerlo.
Attraverso sessioni di coaching strutturate con conversazioni approfondite e con uso mirato di tecniche esplorative, il cliente ha l’opportunità di acquisire una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità, potendo così contare su una solida base su cui costruire il suo percorso professionale.
Gli strumenti nelle sessioni di coaching
Entrando più nel dettaglio di quello che si può sperimentare nelle sessioni di coaching a supporto di una transizione di carriera, ci sono tutta una serie di strumenti pratici per aiutare l’individuo a raggiungere i suoi obiettivi di carriera, e navigare la transizione. Questi strumenti possono includere la definizione di obiettivi con criteri SMART (specifici, misurabili, realistici, limitati nel tempo); la creazione di piani d’azione dettagliati; e l’analisi delle risorse e delle reti di supporto disponibili.
Tutto ciò contribuisce alla messa a punto di una pianificazione strategica della propria transizione, in modo che nulla sia lasciato al caso, ma al contrario si abbia consapevolezza di e controllo su quello che sta accadendo, e soprattutto non si perdi il NORD della propria bussola professionale e emotiva. Quindi, una corretta pianificazione è essenziale per il successo in qualsiasi transizione di carriera. Il coaching aiuta l’individuo a sviluppare una strategia chiara e realistica per raggiungere i suoi obiettivi, identificando le azioni necessarie e stabilendo delle scadenze ragionevoli. Attraverso la definizione di obiettivi ben definiti e la suddivisione del percorso in tappe gestibili, il cliente acquisisce un senso di controllo e fiducia nel proprio futuro professionale.
Tutto quello che è stato descritto fino ad ora fa parte del cuore della teoria del coaching e viene definito dall’acronimo inglese GROW che ha, a sua volta, generato un modello sul quale la maggioranza dei coaches basa il proprio lavoro. GROW sta per GOALS (Obiettivi), REALITY(Realtà) OPPORTUNITIES/OPTIONS (Opportunità/Opzioni) e infine WILL/WAY FORWARD(cosa farò per raggiungere i miei obiettivi e come lo farò e entro quanto tempo lo farò). Il modello è stato creato da uno dei padri del coaching, Sir John Whitmore, e nonostante sia stato creato per il coaching aziendale in Inghilterra a metà degli anni ottanta del secolo scorso, è ancora valido e largamente usato nella pratica di coaching.
La gestione delle emozioni nel periodo di transizione
Non dobbiamo però sottovalutare che le transizioni di carriera possono essere accompagnate da una serie di emozioni intense, tra cui ansia, stress, paura e incertezza, generate dall’incognita del cambiamento. Anche qui il coaching offre un supporto prezioso per affrontare queste sfide emotive, aiutando l’individuo a gestire lo stress, a sviluppare una mentalità resiliente e a mantenere un atteggiamento positivo durante il processo di cambiamento. Attraverso tecniche di gestione emotiva, come la consapevolezza e la mindfulness, e il dialogo costante e generativo, il coach aiuta il cliente a superare gli ostacoli emotivi e a mantenere il focus sui suoi obiettivi di carriera.
La capacità di comunicare come alleato nella transizione
Inoltre, le capacità di comunicazione sono fondamentali e da non sottovalutare in qualsiasi contesto professionale. Il coaching può aiutare l’individuo a sviluppare queste abilità in modo efficace. Attraverso role-play, feedback costruttivi e esercizi pratici, il coach aiuta il cliente a migliorare la sua capacità di comunicare in modo chiaro, assertivo ed empatico, facilitando così la sua interazione con colleghi, selezionatori del personale, e potenziali datori di lavoro durante il periodo di transizione, che sarà inevitabilmente caratterizzato da incontri per mantenere o costruire il proprio network di relazioni e, auspicabilmente, colloqui di lavoro.
Conclusioni
Le transizioni di carriera rappresentano momenti critici nella vita professionale di un individuo, ma anche opportunità straordinarie di crescita e sviluppo. Una volta accettati e gestiti l’ansia, lo stress, la paura e l’incertezza, il periodo di transizione si può rivelare un periodo proficuo, creativo e anche, perché no, felice.
Il coaching si rivela un prezioso alleato in questo contesto, offrendo supporto, orientamento e strumenti pratici per affrontare con successo i cambiamenti e raggiungere i propri obiettivi professionali e personali. Attraverso un approccio personalizzato, il supporto per sviluppare competenze e consapevolezza, e l’utilizzo di strumenti pratici e tecniche consolidate di sviluppo personale, professionale e organizzativo, il coaching aiuta gli individui a navigare con fiducia e determinazione le sfide delle transizioni di carriera, guidandoli verso il successo professionale e personale.
Alla fine del processo, il professionista che si è affidato al percorso di coaching durante la propria transizione, avrà sicuramente maturato più consapevolezza nelle proprie capacità professionali e anche personali. Questo crea inevitabilmente fiducia e ottimismo, che sono il carburante necessario per gestire con successo il periodo di transizione, e abbracciare con coraggio e determinazione il lavoro futuro, che certamente si prospetterà all’orizzonte